Giacomo e Quirico edificata nell’XI secolo è stata più volte distrutta dai pirati e ricostruita. Oggi la struttura esterna è rinascimentale mentre quella interna è decisamente barocca. Qui sono presenti alcuni dipinti preziosi, ma il quadro più importante è attribuito a Giovanni di San Giovanni Valdarno (1592/1636) e raffigura le nozze mistiche di Santa Caterina di Alessandria. Lasciandosi alla destra la Chiesa dei SS. Giacomo e Quirico, in fondo alla via si trova la Chiesa della Pietà del XVI secolo. A Rio Elba è presente anche il Teatro Garibaldi, un piccolo teatro recentemente ristrutturato, dove vengono svolte le principali attività culturali del comune. Interessanti sono anche i vecchi Lavatoi con le bocche in ottone. In località i Canali si trova la Casa del Parco dove si trovano numerose informazioni sulle bellezze del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Nei pressi dell’antica “Grassera“, un villaggio medievale distrutto dai pirati turchi nel 1500, lungo la strada che porta verso Nisporto e Nisportino, si trovano l’Eremo di Santa Caterina, piccolo santuario del XVI secolo, e l’Orto dei Semplici che conserva una varietà di piante tipiche elbane.
Rio Marina un tempo era considerata la capitale del ferro dell’isola. Le miniere e il porto venivano utilizzate per l’escavazione e il trasporto del minerale ferroso che, ancora oggi, con il suo luccichio e la classica colorazione rossastra, caratterizza un po’ tutto il paese, dalle facciate delle case, alle spiagge, compresi gli stessi fondali.. In prossimità delle ultime case del paese si trova la miniera di Rio Marina che arriva fino al Monte Giove. Qui si ricavavano in abbondanza ematite e pirite. Dopo la chiusura delle miniere (l’ultima è stata chiusa nel 1981), l’attività estrattiva ha dovuto lasciare il passo allo sviluppo turistico, trasformando Rio Marina in una fiorente località balneare e gli edifici che un tempo appartenevano alle miniere in strutture museali. All’interno dell’edifico che un tempo ospitava la Direzione delle Miniera è attualmente ospitato il Museo dei Minerali dell’Elba e dell’Arte Mineraria e l’archivio storico delle miniere. All’interno del museo sono ricreati gli ambienti originali della miniera ed è conservata un’importante collezione di campioni di minerali e pietre dell’Isola d’Elba. Una visita la merita anche il Museo Mineralogico comunale “Erisia Gennai Tonietti” che ospita oltre 700 esemplari di rara bellezza. Di particolare interesse storico si presenta anche la torre esagonale del porto, edificata verso la metà del XVI secolo per volere di Jacopo V Appiani, mentre l’originale torretta con l’orologio risale al 1882 anno di fondazione del Comune marittimo e l’oratorio di San Rocco eretto nel 1570.
Cavo è un centro balneare, turisticamente attrezzato, con una spiaggia sabbiosa che arriva fino a Capo Castello, dove ci sono i resti di una villa romana del primo secolo D.C. ed una bella costa a scogliera che da Capo Castello giunge fino a Capo della Vita. Il piccolo porto, oltre ad essere il più vicino scalo per i collegamenti con la terraferma, è fornito di acqua e carburante per le imbarcazioni da diporto. Ospite illustre fu Giuseppe Garibaldi che nel 1849, in viaggio verso l’isola di Caprera, vi fece una breve sosta. Nella piccola frazione si può ammirare il Mausoleo Tonietti, la singolare costruzione in stile liberty che si innalza tra la selvaggia vegetazione dell’isola, progettata dall’architetto Adolfo Coppedè su commissione della famiglia Tonietti come cappella sepolcrale. I Tonietti furono i primi concessionari delle miniere di ferro della costa orientale dell’Elba dopo l’unità d’Italia.